mercoledì 6 luglio 2011

Le due Repubbliche

Negli ultimi venti anni si sono verificati numerosi eventi che hanno coinvolto il nostro paese. Uno dei più significativi è senza dubbio il crollo della prima Repubblica e a seguire la crisi economica, l’aumento della disoccupazione e la crescita del debito pubblico. L’innesco della crisi con il quale si verifica la caduta della prima Repubblica è dato dall’esito di diverse indagini condotte dalla magistratura, dalle quali emergono gravi reati che coinvolgono numerosi esponenti della politica italiana, tra i reati più noti cito il finanziamento illecito ai partiti, il voto di scambio e la corruzione. Contemporaneamente allo scandalo di “mani pulite” emerge in Italia una nuova forza politica, nata dalle ceneri del partito socialista di Craxi che, nel frattempo, per sfuggire al carcere, si rifugia ad Hammamet. Forza Italia, fondata nel 1993 da Marcello Dell’Utri, Presidente di Publitalia ’80, insieme all’amico e proprietario delle reti Fininvest Silvio Berlusconi, si presenta alle elezioni del 1994 e le vince. L’esito delle urne solleva una grossa polemica nei riguardi del conflitto di interessi a carico del neo Presidente del Consiglio Berlusconi, senza che il Parlamento, tuttavia, adotti un provvedimento al riguardo.
Alcuni candidati impugnano l’elezione del leader di Forza Italia per manifesta illeggibilità, norma del testo unico del 1957 sull’incompatibilità tra mandato elettorale e titolarità di una concessione di Stato. L’organismo della Camera chiamato a giudicare, al momento del voto in giunta, si ritrova in numero inferiore a quello stabilito, dei trenta che devono pronunciarsi sono presenti solo 19, dei quali 13 sono favorevoli all’eleggibilità, 4 contrari e due astenuti.
Il primo Governo Berlusconi dura pochi mesi, sostituito da un Governo tecnico presieduto da Lamberto Dini che si protrae fino al 1996, anno in cui si tengono nuove elezioni politiche alle quali il Polo delle Libertà perde. Si costituisce il Governo dell’Ulivo presieduto da Romano Prodi. Con l’avvento della seconda Repubblica si pensa che ci saranno dei cambiamenti positivi: riduzione delle tasse, modernizzazione e snellimento della burocrazia, miglioramento dei servizi al cittadino e l’adeguamento dei salari. Con l’ingresso dell’euro, per mezzo della manovra finanziaria del 1998, ribattezzata “lacrime e sangue” tutti i sogni e le speranze degli italiani vanno in fumo. L’aumento dei prezzi mette in ginocchio molte famiglie italiane, soprattutto i lavoratori dipendenti con reddito lordo inferiore ai 20 milioni di lire. Anche il Governo di centro sinistra dura circa due anni sostituito dal Governo d’Alema e da d’Alema bis fino alle elezioni del 2001 vinte per la seconda volta dalla coalizione di centro destra composta da FI, AN, LN, CDU. Il programma presentato durante la campagna elettorale punta molto alla riduzione delle tasse, alla realizzazione delle grandi opere (ponte di Messina), a una nuova legge sull’immigrazione e alla creazione di un milione di nuovi posti di lavoro.
L’anno seguente, esattamente il 30 luglio 2002, viene approvata dal Parlamento la legge Bossi-Fini. Va a modificare il decreto legislativo del 1998 concernente la disciplina dell’immigrazione e le norme sulla condizione dello straniero. La nuova legge prevede che lo straniero introdottosi clandestinamente in Italia sia immediatamente espulso con accompagnamento, da parte della forza pubblica, alla frontiera. Gli immigrati clandestini privi di regolare documento di riconoscimento, vengono portati in centri di permanenza temporanea al fine di essere identificati e successivamente espulsi se privi dei requisiti necessari (contratto di lavoro valido) al conseguimento del permesso di soggiorno.
Amnesty International evidenzia che nonostante l’Italia abbia aderito alla Convenzione delle Nazioni Unite sui rifugiati, la Bossi-Fini non è considerabile una legge specifica e completa sul diritto d’asilo in quanto, l’accesso alle procedure per la detenzione dei richiedenti asilo, viola gli standard previsti dalla normativa internazionale e il principio del non respingimento che vieta di rimpatriare o espellere forzatamente i richiedenti asilo verso Paesi in cui potrebbero essere a rischio di gravi abusi dei diritti umani. Esiste la possibilità che molte delle migliaia di migranti e richiedenti asilo giunti in Italia via mare, principalmente dalla Libia, siano stati respinti verso Paesi in cui erano a rischio di violazioni dei diritti umani.

Articolo 10 comma 3 della Costituzione Italiana

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Ai Parlamentari della Repubblica Italiana e all’AGCOM



Immaginate che un giorno intere sezioni della vostra biblioteca vengano rese inaccessibili. Non vi verrà mai detto quali specifici libri, e per quale ragione sono stati rimossi, ma troverete solo un cartello che vi informa che qualcuno, da qualche parte, per qualche ragione, ha segnalato che i libri di quella sezione violano i diritti di qualcun’altro. Immaginate che anche dagli scaffali accessibili della biblioteca qualcuno rimuova costantemente libri senza che voi o gli altri altri utenti della biblioteca, possiate sapere quali volumi sono stati rimossi, e senza che vi sia data la possibilità di valutare se la rimozione di tali libri viola alcuni dei vostri diritti fondamentali.

Credete che questo non possa accadere in una democrazia?

Se il diritto d’autore non sarà regolamentato in modo da garantire che anche nella sfera digitale ci sia il giusto equilibrio tra i diversi interessi presenti nella società, da strumento di emancipazione dei produttori di contenuti, esso diverrà inevitabilmente un sistema di controllo e censura pervasivo.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni con la Delibera 668/2010 del dicembre 2010 ha posto in consultazione un testo che mira ad introdurre un meccanismo che le consentirà di inibire completamente l’accessibilità ai siti posti fuori dal territorio italiano e di rimuovere contenuti sospettati di violare il diritto d’autore in modo automatico e prescindendo da qualsiasi requisito di colpevolezza accertato dell’Autorità giudiziaria.

Le sezioni della “biblioteca” Internet a cui non potrete più accedere includeranno portali informativi esteri sospettati di violare il diritto d’autore senza che ciò sia in qualche modo accertato, gran parte dei sistemi comunemente utilizzati per avere accesso alle informazioni necessarie per lo scambio di software libero e per conoscere le opere disponibili nel pubblico dominio e distribuite con licenze aperte.

I singoli “libri” rimossi includeranno articoli pubblicati da giornali, banche dati di pubbliche amministrazioni e di privati, documenti riservati finiti in rete ed utili per conoscere fatti che l’opinione pubblica potrebbe non conoscere diversamente, video amatoriali e fotografie con sottofondo musicale caricate dagli utenti nelle piattaforme di condivisione, singole pagine di blog amatoriali contenenti anche un solo file in violazione del diritto d’autore.

Per scongiurare che tutto ciò avvenga in modo silenzioso, ci appelliamo all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni affinché effettui una moratoria sulla nuova regolamentazione sul diritto d’autore.

Nessuna nuova regolamentazione dovrà essere adottata finché il Parlamento non riuscirà ad essere sede di un grande dibattito pubblico alla ricerca di nuovi equilibri tra diritto d’autore e il pericolo di nuove censure e che porti ad introdurre misure che consentano la tutela del diritto alla conoscenza che la stessa Autorità Garante auspica.

Chiediamo questa moratoria perché sappiamo bene quanto regolamentazioni introdotte senza una corretta valutazione del loro impatto possano avere effetti molto diversi da quelli ipotizzati.

Chiediamo questa moratoria perché temiamo che i compiti che la regolamentazione affiderebbe all’Autorità Garante assumeranno dimensioni difficilmente gestibili dalla stessa Autorità e porteranno presto ad una congestione a cui seguirà probabilmente approssimazione o mera discrezionalità.

Riteniamo inoltre pericoloso che l’Autorità Garante si spinga a regolamentare direttamente ambiti che la Costituzione affida al potere legislativo e al potere giudiziario e che negli altri paesi sono stati oggetto di lunghe discussioni parlamentari o, come spesso è accaduto per la rete, di un’autoregolamentazione all’interno dei perimetri che le leggi tradizionali consentivano.

Ci appelliamo ai Parlamentari di tutti gli schieramenti affinché il Parlamento possa essere sede di un dibattito che coinvolga tutti gli attori della Rete e i maggiori esperti internazionali del settore.

In questo modo si otterrà il risultato di ridare al Parlamento il ruolo di interlocutore ineliminabile con la società civile, e di rispettare il principio di separazione dei poteri dello Stato.


Disclaimer: Il titolo, Il video e la lettera sono stati realizzati dagli autori del sito sitononraggiungibile.e-policy.it, Franco Uda blog non intende acquisire le informazioni facendole passare per proprie, lo scopo, vista la gravità, è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica informandola di ciò che l’organo di garanzia AGCOM intende attuare nei confronti della rete internet.

venerdì 17 giugno 2011

Tutti in piedi!

Diretta streaming su Franco Uda Blog

"Tuttiinpiedi" ha avuto grande successo :)

Grazie a tutti per la partecipazione.

venerdì 25 marzo 2011

EM

VOTA FRANCO UDA ALL’EURO MUSIC CONTEST
è gratis e basta un clic






Concorso chiuso

mercoledì 23 febbraio 2011

Sostieni Amnesty


Caro Amico,

la richiesta di dignità e giustizia del popolo egiziano ha ispirato analoghe rivolte in molti paesi.

Amnesty International si è attivata fin dalle prime proteste di massa scoppiate in Tunisia, Egitto e in altre parti della regione, inviando ricercatori per documentare le violazioni dei diritti umani commesse durante le proteste: con il tuo sostegno economico oggi possiamo essere ancora più tempestivi ed efficaci .

Ci siamo mobilitati a livello mondiale in favore delle persone arrestate durante le repressioni: con il tuo aiuto possiamo agevolare il loro accesso ad avvocati e cure mediche, lanciare appelli urgenti per scongiurare che siano torturate e sollecitare la loro scarcerazione.

Stiamo chiedendo la revoca immediata dello stato di emergenza in Egitto e riforme per far sì che tutti gli egiziani possano finalmente godere della libertà e dei diritti umani.

È un momento di sfida senza precedenti, abbiamo l'opportunità di cambiare il panorama dei diritti umani in tutto il Medio Oriente e il Nord Africa. Le popolazioni dell'Algeria, dell'Egitto, della Giordania, della Tunisia, dello Yemen, della Libia e di altri paesi della regione hanno sfidato decenni di repressione per chiedere il rispetto dei loro diritti.

Salil Shetty

Salil Shetty
Segretario generale Amnesty International

giovedì 23 dicembre 2010

Lettera aperta agli attivisti di IRS

Indipendentzia Repùbrica de Sardigna

Cari connazionali e attivisti di IRS,

Oggi più che mai, venuto a conoscenza di ciò che accade all’interno del movimento, mi sento deluso, come se avessi perso per sempre la speranza di poter rimettere piede in Sardegna da uomo libero, con la consapevolezza di appartenere a una terra a se stante, che va oltre il passato, che pensa al presente per costruire un futuro migliore. Sono deluso perché per l’ennesima volta, ha prevalso l’egoismo, un male che ci perseguita da tempo. Un male oscuro con il quale conviviamo da diversi secoli ma che stranamente continua ad avere la meglio su noi tutti. Si parla di scissione, non immaginate il danno che questa diatriba interna causerà alla Sardegna e ai sardi che, in questi anni, hanno riposto in voi la speranza di vedere realizzato il sogno dell’indipendentismo. Un sogno che accarezziamo da tempo, un sogno che adesso si è infranto, un sogno che a malincuore saremmo costretti a richiudere, per l’ennesima volta, dentro a un polveroso cassetto, in attesa di tempi migliori. Personalmente penso che i sardi non abbiano mai fatto altro che sognare di vedere realizzate le promesse dei vari “serbidoris” che, in questi ultimi centocinquanta anni, si sono susseguiti alla guida della nostra nazione. Barattando la propria libertà in cambio di aria fritta. Abbiamo sempre avuto la capacità di iniziare un percorso, un progetto, una qualsiasi cosa, senza avere la forza, il coraggio, di portarla a termine. E’ questo ciò che noi tutti desideriamo per noi stessi e per i nostri figli? Per il futuro della nostra terra? Speravo che i tempi fossero maturi. Inizialmente ero molto scettico, col passare del tempo ho iniziato a stupirmi positivamente della compatezza e coesione ideologica che il movimento dimostrava di possedere, dei recenti risultati ottenuti in occasione delle ultime elezioni e delle tante lotte sul campo a difesa del popolo e del territorio sardo. Il progetto indipendentista si stava materializzando giorno dopo giorno, pietra dopo pietra. Iniziava a intravvedersi la possibilità che non si trattasse più di un semplice sogno ma di una realtà concreta. In soli quattro mesi tutto è cambiato, le nostre speranze sono crollare davanti ai nostri occhi increduli. Con lo smaterializzarsi delle vostre buone intenzioni si sono smaterializzate anche le nostre speranze. Con la consapevolezza che l’indipendentismo non resterà solamente un sogno concludo col fare un appello: la Sardegna ha bisogno d’amore, di pace e armonia, per far ciò c’è bisogno dell’apporto di TUTTI. L’obiettivo comune è quello di crescere per realizzare un altro futuro, un futuro roseo, che si muova verso il benessere del popolo e del territorio sardo. Con rispetto e solidarietà verso chi condivide la nostra cultura e le nostre tradizioni, in contrasto con chi ha nel cuore il desiderio di distruggere.

Saludos

Franco Uda

Diritto inalienabile

Analisi a freddo (post manifestazione Roma, 14 dicembre):

“Molti” dei politici che siedono in parlamento non sono stati eletti dal popolo ma per mezzo di una furbata trasformata in legge elettorale, incostituzionale.”Molti” dei politici che siedono in parlamento non si sentono rappresentanti del popolo ma padroni, questo è il motivo per cui il Ministro La Russa si è sentito libero di esprimere, piuttosto coloritamente, il suo disappunto riguardo alla manifestazione. Senza entrare nel merito dei disordini scoppiati il 14 dicembre a Roma, in occasione della manifestazione tenutasi in segno di protesta nei confronti della riforma Gelmini e non solo, dichiaro apertamente di non condividerne i metodi: forze dell’ordine e Governo da una parte, manifestanti dall’altra. Disordini che hanno causato diversi incidenti e numerosi feriti. Circostanze in cui i punti oscuri non mancano, tutti ancora da chiarire. Detto ciò: il nostro paese vive in uno stato di semilibertà da troppo tempo, con un Parlamento che, oramai, è diventato una mangiatoia. Ci si arriva per mezzo di sotterfugi e non grazie a una regolare elezione dei candidati, eletti democraticamente dal popolo. Gli stipendi di questi signori, come li chiama simpaticamente il Premier Berlusconi, sono troppo alti, conditi da troppe agevolazioni e privilegi: vedi pensioni facili, viaggi pagati, auto blu ecc. Tutto questo avviene sotto i nostri occhi, bendati dalla disinformazione e dalle tante intimidazioni dirette o indirette che ci arrivano da più fronti. Tutto ciò in un momento di forte crisi economica, dove molte famiglie arrancano nel buio, la disperazione ha raggiunto livelli altissimi e la disoccupazione miete numerose vittime. Mi viene da sorridere quando leggo sui giornali della compravendita dei deputati a suon di migliaia di euro. Penso che in Italia la “gente”, non tutta grazie a dio, si sia bevuta il cervello da tempo. Per gli altri paesi l’Italia equivale a un misto di furbi e ladroni, dove chi delinque di più e riesce a farla in barba alla legge non è disonesto ma un gran figlio di buona donna, persona da apprezzare, prendere come buon esempio. Il nostro debito pubblico fa paura, le cause sono innumerevoli, la mia personale classifica è la seguente:

1) Costi esorbitanti della politica.

2) Rimborso spese (finanziamento) ai partiti.

3) Voto di scambio.

4) Finanziamento pubblico ai giornali.

5) Finanziamenti sterili verso settori secondari a discapito dell’istruzione, la sanità, le infrastrutture e i servizi al cittadino.

6)Politica economia inadeguata verso le piccole/medie imprese: vero motore dell’economia italiana.

Il Ministro di turno ci chiede di stringere i denti per sopportare nuovi sacrifici? La piazza serve a questo: dissentire è un diritto inalienabile. Non con la violenza, è chiaro. Non è altrettanto accettabile e costituzionalmente possibile che si tenti di reprimere le manifestazioni, in segno di protesta, attraverso intimidazioni e/o azioni atte a impedire alle persone di esternare il proprio dissenso verso le soluzioni proposte dal Governo.

In conclusione penso che l’analisi sia fiato sprecato, almeno fino a quando non verrà condivisa da tutti, la parte sana dell’Italia che, nonostante tutto, ancora esiste e resiste.

NON ABBIAMO BISOGNO DEL NUCLEARE

Raccolta di firme ai banchetti

Parallelamente alla petizione online, e' possibile raccogliere le firme di adesione anche nelle piazze delle vostre citta'.

I moduli e il materiale di supporto sono scaricabili da questi link (PDF):




I moduli firmati vanno recapitati a:

Per il Bene Comune
P.le della Stazione, 15
44100 Ferrara (FE)


I gruppi organizzati per raccogliere grossi quantitativi di adesioni, sono pregati di contattattare la sede per concordare la spedizione a carico del movimento.